"Il centrosinistra, con i Dico ha proposto una soluzione alla Zapatero, che ha determinato nei cattolici una reazione rabbiosa.
Non dobbiamo nasconderci che restano i problemi delle coppie di fatto: siano esse composte da uomo e donna non sposati, da omosessuali, o da chi per varie ragioni condivide lo stesso tetto".
Il cristianissimo Gianfranco Rotondi ha sorpreso molti con simili dichiarazioni e rilanciando il tema delle coppie di fatto che sembrava per molti un argomento morto e sepolto almeno per un lustro.
Ad affiancare il leader della DC un laico doc che domina la classifica delle preferenze per il Governo in carica: Renato Brunetta. Un laico e un cattolico impegnati a trovare una soluzione ad una situazione che volutamente è stata resa spinosa, esattamente come per il governo Prodi.
Rotondi nei panni della Bindi e Brunetta as Pollastrini. Per molti è un tragico remake, per altri l'ennesimo annuncio di future delusioni.
I principi secondo Rotondi sono gli stessi di quelli della Bindi: trovare un punto di equilibrio condiviso tra i diritti di chi compone una coppia di fatto e la sacralità della famiglia tradizionale.
I promotori si dicono intenzionati a lanciare una "seria riflessione culturale" sull'argomento e "fiduciosi" sull'approvazione entro la legislatura di una legge che darà "più diritti ai cittadini, senza mettere in discussione l'assetto esistente e la sacralità della famiglia".
Si riparte, secondo Rotondi, dai CUS, dai testi che portano la firma di Alfredo Biondi e Cesare Salvi.
Tema centrale sembra essere il fatto che "sarà tutto a costo zero per lo Stato".
Come sia possibile arrivare ad un simile traguardo è difficile dirlo visto che ogni aspetto dei diritti civili e di cittadinanza riguarda in qualche modo i costi dello Stato. Se è vero infatti che lo Stato non dovrebbe avere interesse a pronunciarsi sulla libertà di convivenza dei cittadini è comunque vero che i rapporti tra conviventi, o coniugi, è legato anche al loro rapporto con il fisco e con la spesa pubblica.
Secondo Rotondi una simile ardita difficoltà sarà superata facilemnte: "non prevederemo la reversibilità delle pensioni".
Differenza sostanziale rispetto al matrimonio. Mentre viene dato il via libera alla "successione dell'affitto e della proprietà della casa, così come alle decisioni sulla cura in caso di malattia".
Per chi avesse letto il testo dei DiCo sicuramente le analogie, almeno per il momento, sono inquietanti, quasi delle copie.
Diritti generici che riguardano il rapporto tra cittadini, niente reversibilità e registro delle unioni.
Ovviamente dopo tante parole contrarie proprio da parte dello stesso Rotondi sui registri delle unioni civili non si poteva fare una semplice fotocopia quindi si centra la discussione proprio sul "registro delle coppie di fatto" che "non sarà tenuto dai Comuni".
Come riuscire a iscrivere coppie e convivenze all'anagrafe senza che sia coinvolto il Comune è un mistero. Secondo uno dei promotori si vedrà: "Studieremo un modo per garantire la sua pubblicità, ma lo differenzieremo da quello dei matrimoni".
Ovviamente le dichiarazioni di Rotondi hanno suscitato plauso e dissenso all'interno dei vari partiti.
Quello che sorprende è l'entusiasmo delle parti che, almeno in teoria, dovrebbero essere maggiormente interessate. E' vero che da Rotondi non ci si poteva certo aspettare il Matrimonio Gay ma elogiare la proposta di Rotondi con certi presupposti è un po' troppo.
Sono da sempre sostenitore dell'esigenza di trattare anche con la destra e tra i detrattori delle espressioni del tipo "con i fascisti non si tratta" ma mi lascia perplesso vedere che Mancuso, presidente di Arci Gay, che si dichiara contento per l'iniziativa.
Come sembra strano leggere le dichiarazioni di Paola Concia che sostiene che "Se la proposta sarà condivisibile nei contenuti, la sottoscriverò". Intendiamoci, la perplessità non è nel merito ma nel metodo. Se fin dalle premesse si negano alcuni principi fondamentali abbassare le braghe ancor prima che sia anche solo richiesto.
Dirsi contenti e pronti a firmare è ben altro che dichiararsi favorevoli al confronto, soprattutto se il confronto è sui DiCo che tanto si sono combattuti. O è una mia erronea interpretazione?
- Il fondamento del Matrimonio Gay: la gioia reciproca
- Ricominciano le discussioni sulle nozze gay
- Favorevoli, contrari e astenuti: all'ONU si discute di gay
- In veloce peggioramento
- Anche i reietti meritano di vivere
Staremo a vedere, ancora è decisamente troppo presto
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